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Ogni anno, il 28 aprile, si celebra la Giornata Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro, un momento per riflettere sull’importanza di un ambiente di lavoro sicuro e salubre per tutti, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Il tema del 2024 è “Sicurezza e salute sul lavoro: Dialogo sociale e cultura della prevenzione”. L’obiettivo è di promuovere il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nel mondo del lavoro per costruire una cultura della prevenzione che ponga al centro la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Perché è importante questa giornata?

Nel mondo, ogni anno, si verificano milioni di incidenti sul lavoro e malattie professionali che causano morti, invalidità e sofferenza. Il tema è diventato negli ultimi tempi una vera e propria emergenza, e in Italia non si fa eccezione, a vedere i dati diffusi da Inail lo scorso febbraio relativi all’ultimo quinquennio: dal 2018 al 2022 le denunce con esito mortale in ambito lavorativo sono sempre sopra i 1.000 casi annui. 

È importante perché fornisce un’opportunità globale per riflettere sull’importanza di garantire un ambiente di lavoro sicuro e salutare per tutti i lavoratori. Questa giornata serve a sensibilizzare governi, datori di lavoro e lavoratori stessi sui rischi presenti nei luoghi di lavoro e sulle misure da adottare per prevenirli.

Inoltre, offre un’occasione per promuovere una cultura della prevenzione che mette al centro la sicurezza e la salute dei lavoratori, contribuendo così a ridurre il numero di incidenti sul lavoro e malattie professionali.

Infine, promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro non solo migliora il benessere dei lavoratori, ma contribuisce anche a creare luoghi di lavoro più produttivi ed efficienti.

La sicurezza sul lavoro non riguarda solo la conformità alle leggi e ai regolamenti, ma anche la tutela della vita e della salute delle persone. Ogni incidente sul lavoro non solo causa sofferenza umana, ma può anche avere conseguenze economiche devastanti per le imprese, tra cui perdite di produzione, costi medici e legali, e danni alla reputazione aziendale.

La prevenzione è il pilastro principale della sicurezza sul lavoro.

Le aziende devono identificare i potenziali rischi sul posto di lavoro e adottare misure per eliminarli o ridurli al minimo. Ciò può includere l’implementazione di procedure di sicurezza, la fornitura di formazione adeguata ai dipendenti e l’utilizzo di attrezzature di protezione individuale (DPI).

La gestione dei rischi è altrettanto importante. Le aziende devono avere piani di emergenza in caso di incidenti, nonché procedure chiare per segnalare e indagare sugli incidenti. Monitorare costantemente l’ambiente lavorativo per identificare e correggere eventuali pericoli è essenziale per mantenere un luogo di lavoro sicuro.

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Il peso corporeo può avere un impatto significativo sulla sicurezza dei lavori in quota. Quando si lavora in altezze, l’analisi del peso corporeo è un aspetto importante da considerare per garantire che le attrezzature di sicurezza e le strutture di supporto siano progettate e utilizzate in modo sicuro ed efficace!

Per lavorare in quota è obbligatoria la formazione e l’addestramento sui DPI di III categoria e l’utilizzo di idonei dispositivi anticaduta, come previsto dal D.Lgs 81/2008. Assolti questi obblighi, spesso si dà il via libera al lavoratore senza considerare altri fattori, estremamente importanti.

Uno fra questi, troppo spesso trascurato dal Datore di Lavoro nonché dal lavoratore stesso, è il peso corporeo dell’operatore che svolge l’attività in quota: tale fattore incide sensibilmente sulla sicurezza nelle attività svolte.

Il Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale certifica i dispositivi anticaduta con un peso corporeo massimo pari a 100 kg.

Cosa succede se il lavoratore che indossa l’imbracatura supera i 100kg di peso?

È una situazione molto più diffusa di quanto si pensi, soprattutto tra gli uomini è facile raggiungere o superare tale peso considerando che l’altezza media delle persone è aumentata notevolmente negli ultimi anni.

Ciò si traduce in una situazione di grave insicurezza: in caso di caduta il lavoratore potrebbe rischiare la vita a causa della rottura del DPI dovuta allo sprigionarsi di una forza maggiore rispetto a quella testata per la certificazione, provocando la caduta nel vuoto della persona nonostante l’apparente rispetto delle normative vigenti.

Come comportarsi?

È possibile reperire DPI certificati con peso corporeo fino a 120-140 kg (secondo la normativa americana ANSI/ASPP Z359) o controllando le schede tecniche di ciascun dispositivo, ma si dovranno comunque valutare attentamente i rischi che il lavoratore affronta nelle specifiche attività con dovute prescrizioni, come ad esempio:

– divieto di spostamento con materiali in quota (aumenterebbero il peso complessivo)

– evitare aree con rischio caduta (es. per sfondamento)

– lavorare esclusivamente in situazioni con fattore di caduta di tipo 1 o 0 (preferibilmente in trattenuta)

Tali prescrizioni dovranno essere inserite all’interno della procedura di lavoro, documento importante contenente la spiegazione delle operazioni da attuare per svolgere la propria attività in sicurezza. La procedura di lavoro deve essere condivisa con i lavoratori, i quali devono “dimostrare” di avere appreso correttamente tutti i contenuti tramite corsi di formazione e addestramento specifici.

Considerare attentamente il peso corporeo e il carico complessivo è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro quando si operano in quota. La conformità a normative e standard di sicurezza pertinenti, insieme a una gestione consapevole del peso, contribuirà a ridurre il rischio di incidenti e garantire la sicurezza degli operatori.

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La revisione delle linee vita è un aspetto cruciale per garantire la sicurezza degli operatori che lavorano in altezza. Gli obblighi e la periodicità delle revisioni possono variare a seconda delle normative locali e delle leggi sulla sicurezza sul lavoro.

Essendo installazioni permanenti e perciò soggette a qualsiasi agente atmosferico e all’usura del tempo, le linee vite, per garantirne sempre la massima efficienza devono essere sottoposte a revisioni periodiche che verifichino regolarmente che rimangano conformi alle prescrizioni di legge.

Se l’impianto viene utilizzato non di frequente è necessario effettuare una revisione prima di ogni nuovo utilizzo, se invece la linea vita viene utilizzata periodicamente la revisione deve avvenire almeno una volta l’anno.

La revisione deve essere effettuata sempre da figure professionali competenti e qualificate. La normativa tecnica UNI 11560 è ancora più precisa circa la periodicità dei controlli, due anni nel caso di una valutazione visiva e quattro anni quando si tratta di valutazioni sul supporto di installazione e fissaggio.

Oltre alla revisione visiva, periodicamente, è necessario effettuare controlli più accurati ed eseguire una serie di ulteriori verifiche come: impermeabilizzazione, stato di usura, controllo di eventuali deformazioni, controllo della tensione del cavo, controllo dei punti di ancoraggio ed eventuali assorbitori di energia.

Sia soggetti privati che pubblici sono soggetti a questo obbligo, per quanto riguarda questi ultimi la responsabilità della sicurezza delle linee vita e della sua verifica periodica è del datore di lavoro o dell’amministratore di condominio ma anche dell’eventuale responsabile di cantiere.

In ogni caso, è fondamentale consultare le normative locali e coinvolgere professionisti esperti nella sicurezza sul lavoro per garantire la conformità e la sicurezza delle linee vita.

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Le linee vita temporanee vengono installate solo per la durata dei lavori in quota e vengono successivamente rimosse quando non sono più necessarie.

Una linea vita temporanea è un sistema di ancoraggio che viene installato temporaneamente per consentire a lavoratori o persone di eseguire lavori in quota in modo sicuro. Queste linee vita vengono utilizzate quando le esigenze di sicurezza richiedono una soluzione temporanea, come nel caso di lavori di manutenzione, costruzione o ispezioni in altezza su edifici, strutture o altre superfici.

Montaggio linea vita provvisoria

Una linea vita temporanea può essere installata su coperture piane o inclinate di particolare morfologia, nelle quali risulti disponibile un adeguato elemento strutturale portante a cui fissare in modo temporaneo il dispositivo di ancoraggio. La scelta della tipologia più indicata dipende dalla natura della manutenzione da svolgere e dalle strutture che dovranno ospitare l’ancoraggio.

Il transito effettuato con l’ausilio di questi dispositivi presuppone la presenza di elementi strutturali tali da soddisfare le caratteristiche di resistenza previste dal manuale di istruzioni fornita dal fabbricante. Difficilmente possono essere utilizzate in coperture inclinate, vista la difficoltà di garantire la sicurezza dell’operatore da possibili cadute mentre individua i punti di ancoraggio e installa la linea.

Possono essere utilizzate in coperture piane nel caso sia possibile accedere da un accesso sicuro e dove sia possibile individuare ancoraggi strutturali senza esporre l’operatore al rischio caduta. Devono essere collocate ad un’altezza tale da evitare il contatto con il terreno in caso di caduta accidentale e in posizione quanto più in verticale possibile rispetto al posto di lavoro.

Il suo montaggio e il suo uso possono essere effettuati solo da parte di personale altamente specializzato, in grado di compiere tutte le misure necessarie in sicurezza per evitare una caduta. La sua installazione presuppone la presenza di adeguati elementi strutturali e di un accesso sicuro dove possa essere predisposto un ancoraggio.

Scegli i Sistemi Linea Vita Marche: lavorare in quota non è mai stato così sicuro!

Installare i sistemi Linea Vita non è soltanto obbligatorio ma fornisce agli operatori strumenti adatti a svolgere in modo efficace e sicuro ogni tipo di lavoro in alta quota. Ma quanto costa una linea vita?

I sistemi Linea Vita nascono con l’obiettivo di garantire una protezione contro le cadute in lavori in quota. La corretta installazione di dispositivi anticaduta richiede persone qualificate ed esperte in materia. Ma quanto costa installare una linea vita?

Stabilire il prezzo della linea vita tetto non è così semplice in quanto esso cambia in base a diversi fattori.

Gli elementi che determinano il costo di una linea vita sono:

  • la metratura della copertura;
  • la morfologia della copertura;
  • la tipologia di dispositivo;
  • la modalità di accesso all’edificio e alla copertura;
  • prescrizioni accessorie regionali e/o comunali.

METRATURA E MORFOLOGIA: il costo di una linea vita è proporzionale alla metratura e alla morfologia. Coperture complesse e meno lineari richiedono più materiale e maggior tempo d’installazione.

TIPOLOGIA DI DISPOSITIVO: in base alla copertura, si scelgono i dispositivi più idonei a garantire un minore impatto estetico e minori probabilità d’infiltrazione. Con coperture in legno o in calcestruzzo armato di recente costruzione generalmente non si va incontro a problemi. Al contrario, coperture in muricci e tavelloni o fortemente degradate non permettono un fissaggio efficace, il che comporta l’impiego di dispositivi speciali.

POSIZIONE DELL’EDIFICIO E ACCESSO ALLA COPERTURA: in base alla posizione dell’edificio e all’accesso alla copertura, occorre valutare la possibilità di noleggiare piattaforme di lavoro elevatrici.

PRESCRIZIONI ACCESSORIE REGIONALI E/O COMUNALI: in alcune regioni, è richiesto l’elaborato tecnico della copertura firmato da tecnico abilitato con allegata la relazione di calcolo sui fissaggi e sulla struttura di supporto.

Non è possibile stabilire il costo di una linea vita in quanto è fondamentale considerare una serie di fattori che determinano il prezzo finale.

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Le ispezioni sono quelle procedure di controllo che devono essere effettuate per verificare lo stato di usura di un sistema o un dispositivo già in funzione.

La manutenzione dei sistemi di ancoraggio è una procedura fondamentale per garantire nel tempo l’efficienza dei sistemi di ancoraggio e la sicurezza dei lavoratori in quota.

Per garantire l’efficienza di un sistema di ancoraggio è necessario procedere con un’ispezione periodica.

Un sistema di ancoraggio non revisionato non garantisce all’atto dell’utilizzo la sicurezza prevista dalla normativa vigente e dal costruttore o il mantenimento nel tempo della stessa.

La Norma UNI 11560:2014 prevede che la ispezione periodica sui sistemi anticaduta definitivi avvenga ogni 2 anni (ispezione visiva) ed ogni 4 anni (verifica dei fissaggi e dispositivi).

Il progettista può prescrivere una maggiore frequenza delle ispezioni tenendo conto delle condizioni ambientali e di utilizzo.

Si possono individuare diversi tipi di ispezioni:

-Ispezioni prima del montaggio: durante le quali l’installatore deve verificare i componenti del sistema seguendo le istruzioni del fabbricante degli ancoraggi, del progettista e del tecnico strutturista.

-Ispezioni prima dell’uso: secondo i criteri indicati dai fabbricanti degli ancoraggi. In caso di esito negativo il sistema deve essere segnalato come inutilizzabile.

-Ispezioni periodiche: la frequenza delle ispezioni è definita dai singoli produttori, che mettono a disposizione insieme alle schede con le caratteristiche dei propri articoli, delle check list che riportano cosa verificare ed i criteri per la conformità del sistema di ancoraggi ed eventualmente dal tecnico strutturista che fatto le valutazioni sul supporto, che può prescrivere tempistiche e metodologie di ispezione più restrittive.

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Quando si svolgono lavori in quota è fondamentale dotarsi di sistemi anticaduta, in grado di mettere il lavoratore in completa sicurezza.

Il Decreto legislativo 81/2008 impone l’obbligo di svolgere i lavori in quota nella più completa sicurezza, utilizzando impalcature, ponteggi o sistemi di ancoraggio.

Il sistema di ancoraggio più pratico e maggiormente affidabile sono le linee di vita.

Secondo la norma UNI EN 795 le linee di vita sono «un insieme di ancoraggi posti in quota sulle coperture dove gli operatori si agganciano tramite imbracature e relativi cordini».

L’installazione delle linee di vita è quella maggiormente consigliata dalle aziende specializzate di settore poiché qualunque intervento in altezza è rischioso e diventerebbe troppo oneroso.

Infatti, se non ci fossero le linee vita, il tecnico abilitato e certificato a compiere operazioni di questa tipologia, dovrebbe allestire un ponteggio ogni volta ad hoc, a cifre esorbitanti.

Oppure realizzare ancoraggi temporanei che, al termine del lavoro, dovrebbe smontare e il cui costo graverebbe chiaramente sul complesso condominiale.

Con i nostri sistemi Linea Vita i controlli su camini, pannelli fotovoltaici, ispezioni programmate e qualsiasi altra attività che necessiti l’accesso in copertura, saranno effettuate in piena sicurezza.

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Il controllo dei documenti nell’ispezione dei sistemi Linea Vita

La corretta installazione di un dispositivo anticaduta (Linea Vita) non è sufficiente a garantire il buon funzionamento dello stesso nel tempo. È fondamentale, infatti, procedere con l’ispezione per garantire l’efficienza dei sistemi e la sicurezza degli operatori in quota.

La prima fase dell’ispezione prevede il controllo documentale: ovvero l’’Elaborato Tecnico del Sistema di Ancoraggio Anticaduta.

L’elaborato definisce:

le vie di accesso;

i DPI da utilizzare;

le istruzioni di impiego del sistema;

le modalità di manutenzione, ispezione e/o collaudo*;

i soggetti responsabili quali il proprietario, il tecnico progettista, l’installatore, il verificatore della tenuta strutturale;

eventuali eventi accidentali e/o modifiche apportate al sistema.

La documentazione, per essere completa, deve avere: l’elaborato grafico del sistema firmato dal progettista, la relazione tecnica operativa, una relazione di calcolo strutturale, i manuali d’uso e installazione dei dispositivi, il registro delle ispezioni, la dichiarazione di corretta posa dell’installatore e un piano di soccorso e recupero, soprattutto se il sistema è a “caduta trattenuta” e non impedita.

Se mancano uno o più documenti, questo comporta impedimento dell’ispezione visiva.

Inoltre, se dall’ispezione documentale emergono discrepanze tra il progetto, la corretta installazione e lo stato effettivo della linea vita, allora con i documenti completi si può risalire a chi ha commesso l’errore.

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I cordini determinano molti aspetti della sicurezza nel lavoro in quota.

La varietà di cordini disponibili sul mercato moltiplicati per la varietà di connettori e/o dissipatori abbinabili, è infinita.

La sicurezza di un operatore in quota non si esaurisce nell’installazione di un sistema anticaduta, ma prosegue nella formazione dell’operatore affinché riesca ad utilizzare la linea vita in modo opportuno seguendo le prescrizioni del progettista.

È fondamentale, infatti, conoscere il lavoro che si andrà a svolgere nel dettaglio e i sistemi di ancoraggio.

Cordini anticaduta.

Si tratta di dispositivi flessibili e possono infatti essere in:

-corda statica o semistatica tipo kernmantel ovvero in fibre parallele con calza di protezione esterna;

-fune ritorta (in fibre attorcigliate);

-fettuccia o cinghia;

-cavo d’acciaio.

Dispositivo regolabile di tipo guidato.

I dispositivi anticaduta guidati abbinabili a funi o cavi flessibili rispondono alla normativa EN 353.2. Questi dispositivi sono regolabili e costituiti da una corda di varia lunghezza (fino a 20 metri nella configurazione standard) e da un cursore che, se non azionato, rimane bloccato nella posizione imposta dal lavoratore.

I cordini di posizionamento e trattenuta

Questi dispositivi non sono certificati per arrestare le cadute. Sono dispositivi da impiegare per un posizionamento sicuro su una postazione di lavoro ovvero per trovare una posizione stabile.

I dispositivi anticaduta retrattili

Sono tra i più diffusi nei sistemi anticaduta industriali. Devono essere conformi alla norma tecnica EN 360. I dispositivi retrattili sono di varie dimensioni: dai 2 m di lunghezza fino anche ai 40 m e sono progettati per l’arresto caduta. Ci sono prodotti, però, testati per lavorare solo in verticale, per cui è fondamentale leggere il manuale.

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I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi particolarmente gravi per la loro salute e sicurezza.

Le cadute dall’alto rappresentano la maggior parte degli incidenti nel settore dell’edilizia.

È per queste ragioni che il legislatore per la sicurezza sui luoghi di lavoro, con l’emanazione del Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, d.lgs. n. 81/2008, ha imposto l’obbligo formativo degli addetti ai lavori in quota, per quanto concerne l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi e per quanto concerne l’impiego di ponteggi fissi e mobili.

La formazione è, infatti, obbligatoria per attività lavorative rischiose come i lavori in quota e negli spazi confinati, che prevedono anche l’addestramento pratico a causa della complessità di tali attività.

Svolgere un addestramento efficace permette di simulare le condizioni di pericolo e apprendere le corrette procedure per lavorare in sicurezza.

Difatti, visto gli effetti letali qual è quello della caduta dall’alto, deve essere garantito l’apprendimento, non solo del concetto dello specifico pericolo, ma anche di una sviluppata capacità tecnica ed organizzativa.

Accanto alla formazione, ci sono ulteriori fattori sui cui si basa la sicurezza dei lavoratori. Gli infortuni possono capitare anche per:

Prodotti non certificati e di qualità scadente

Installazione a cura di montatori inesperti;

Assenza di revisione periodica obbligatoria.

La sicurezza dei lavoratori è garantita con i nostri dispositivi.

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