Quali sono le principali figuri coinvolte nell’installazione di un sistema Anticaduta? Scopriamolo insieme

La copertura di un edificio diventa in determinati casi luogo di lavoro, ad esempio per interventi di bonifica, manutenzioni di impianti fotovoltaici o solari, impianti di condizionamento, antenne e parabole.

In questi casi è obbligatorio garantire la sicurezza dei lavoratori che operano in quota con adeguati sistemi Anticaduta.

Il compito principale dei sistemi anticaduta è proprio quello di impedire la caduta del lavoratore o di qualsiasi operatore che stia svolgendo lavori in quota.

Lo scopo è limitare i danni che la caduta potrebbe causare, ma i sistemi anticaduta ben progettati devono anche essere in grado di permettere al lavoratore di svolgere correttamente l’intervento che deve eseguire, senza limitarne i movimenti.

Ma quali sono le principali figure professionali coinvolte nelle Installazioni dei Sistemi Anticaduta?

Il Committente, è il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione.

Il Responsabile dei Lavori, può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal D.Lgs. 81/08; nel campo di applicazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento.

Il Progettista è il professionista incaricato della progettazione dell’opera.

Il Progettista del sistema Anticaduta, è il Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione e/o esecuzione di cui all’art. 98 d.lgs. 81/08 o al ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di cui all’art. 32 d.lgs. 81/08 incaricato di redigere il progetto della configurazione dei dispositivi di protezione collettivi e/o individuali quale misura preventiva e protettiva in dotazione dell’opera, per gli interventi successivi previsti e/o programmati.

Il Progettista strutturale del sistema di ancoraggio, il Tecnico abilitato designato dal committente per la verifica della idoneità della struttura di supporto alle forze di carico trasmesse dal sistema di ancoraggio, come da valori di progetto, e per la verifica degli ancoranti alla struttura di supporto stessa.

L’Installatore, l’impresa o lavoratore autonomo qualificato che effettua il montaggio, la messa in servizio e/o l’eventuale smontaggio del sistema di ancoraggio.

L’Ispettore, il tecnico che effettua le verifiche ed i controlli necessari ad accertare che il sistema di ancoraggio abbia mantenuto le caratteristiche prestazionali iniziali in tempi programmati o a seguito di eventi eccezionali o per mancata ispezione periodica.

Il Manutentore, il soggetto qualificato che effettua le operazioni necessarie affinché il sistema di ancoraggio mantenga nel tempo le caratteristiche prestazionali iniziali.

Linea Vita Marche è pronta a rispondere ad ogni esigenza di sicurezza in ambito industriale con sistemi anticaduta e per spazi confinati.

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I sistemi anticaduta riducono i rischi collegati ai lavori in quota.

L’Unione Europea ha definito all’interno di norme tecniche quelli che sono gli obblighi volti a garantire la sicurezza degli operatori che lavorano in quota: UNI EN 795:2012 ed UNI 11578:2015, EN 353-1:2014, CEN-TS 16415:2013 e UNI 11560:2014.

Quando si lavora in quota, è fatto obbligo a chiunque l’utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I) nonché l’utilizzo dei Sistemi Anticaduta qualora previsti dalle normative regionali.

Il corretto utilizzo di questi dispositivi di protezione deve essere correlato ad un’adeguata formazione degli operatori mediante corsi specifici.

Quali sono i sistemi anticaduta?

I sistemi individuali si dividono in 4 diverse tipologie:

-sistema di trattenuta, che limita lo spostamento dell’utilizzatore;

-sistema di posizionamento sul lavoro, consente di lavorare in sospensione senza cadere;

-sistema di arresto caduta, arresta e limita la forza d’urto sul corpo dell’utilizzatore durante l’arresto;

-sistema di salvataggio, sono le imbracature collegate ad un sistema di ancoraggio.

I Sistemi Anticaduta, sono un insieme di ancoraggi, e si dividono in:

puntuale (TIPO A) o lineare (TIPO C).

Sistema puntuale di TIPO A

Ogni dispositivo deve essere utilizzato unicamente da un solo operatore per volta ma con il vantaggio di potersi muovere a 360° rispetto al punto di fissaggio. Può essere installato su superfici orizzontali, verticali e inclinate.

Gli elementi di ancoraggio possono essere utilizzati per lavori di trattenuta, posizionamento sul lavoro o in arresto caduta e servono anche per evitate l’effetto pendolo in caso di caduta.

Sistema lineare di TIPO C

Il sistema di tipo C comprende una fune orizzontale metallica tesa tra due o più pali che a loro volta possono essere deformabili o indeformabili. Nel caso di installazione di pali indeformabili (LVC) deve essere obbligatoriamente inserito un dissipatore di energia in corrispondenza del palo con lo scopo di assorbire l’energia per deformazione in caso di caduta dell’operatore. Poiché il dissipatore è soggetto a deformazione, qualora vada ad assolvere la sua funzione dovrà essere sostituito. Nel caso invece di utilizzo di pali terminali deformabili (LVE), saranno questi ultimi a essere soggetti a deformazione e successiva sostituzione in caso di caduta. Un altro elemento importante è la distanza tra i pali sia deformabili che indeformabili: due ancoraggi collocati in successione possono avere una distanza compresa tra i 5 e i 15 metri per un massimo di 60 metri totali.

Chi è Linea Vita Marche?

Linea Vita Marche Srl è specializzata nella vendita dei dispositivi di ancoraggio strutturale o Linea Vita e dei sistemi di anticaduta dall’alto.

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Scopri come installare correttamente una Linea Vita

Quali sono gli ‘‘ingredienti’’ che consentono di garantire la qualità in merito all’installazione di un sistema anticaduta – linea vita?

Ingredienti

Pianificazione

Pianificare attentamente tutti i dettagli, che vanno dalla progettazione iniziale alle modalità e tempistiche di posa, può essere determinante per installare con successo un sistema anticaduta.

Formazione e aggiornamento del personale

La corretta posa di un sistema anticaduta in accordo alle normative vigenti è fondamentale per garantire sicurezza ai lavoratori in quota.

Per questo motivo, l’installatore deve essere opportunamente formato, conoscere i prodotti che sta installando e le relative modalità di posa e di verifica. Anche l’operatore deve essere formato sulle corrette prassi per lavorare in quota in sicurezza.

Prodotti

La corretta installazione di un sistema non dipende solo da come questo viene posato, ma anche dalla qualità dei prodotti che lo compongono. I dispositivi impiegati devono essere progettati in conformità ai più severi standard vigenti, oltre ad essere testati e certificati attraverso gli Organismi Notificati, e devono essere chiaramente identificabili attraverso opportuna marcatura e/o cartellonistica.

Verifica

È opportuno procedere con la verifica, utilizzando modalità di prova e strumenti adeguati ai prodotti da installare e alla tipologia della struttura di supporto su cui il sistema anticaduta è ancorato.

Documentazione

La documentazione relativa al sistema Linea Vita deve essere conservata con cura da parte del proprietario per tutta la durata di vita.

La sicurezza sul luogo di lavoro è un diritto del lavoratore ed un interesse per l’impresa, che garantisce così un ambiente confortevole, sicuro e quindi più produttivo.

Qualsiasi operatore che esegue lavori che comportano rischi per la propria incolumità deve lavorare in sicurezza come da normative contenute nel D. Lgs. 81/2008.

Nelle Marche vige l’obbligo di installazione di Linee Vita dal 2014 quando viene emanata la prima legge regionale relativa alle misure di sicurezza in quota.

Installare i sistemi Linea Vita non è soltanto obbligatorio ma permette anche di agevolare le operazioni e di fornire agli operatori strumenti adatti a svolgere il modo efficace e sicuro ogni tipo di lavoro in alta quota.

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Ogni Linea Vita deve essere accompagnata dalla “Dichiarazione di Corretto Montaggio” rilasciata dall’installatore. Dunque, il montatore deve aver acquisito, grazie a corsi di formazione idonei, le conoscenze e competenze che lo rendono idoneo a certificare il montaggio.

L’istallazione delle linee vita e sistemi anticaduta comporta soventi difficoltà: un cattivo montaggio andrebbe ad invalidare il lavoro svolto e ad annullare lo scopo dell’investimento che è quello di garantire sicurezza.

L’installatore delle linee vita, dunque, svolge un ruolo di grande responsabilità nel buon funzionamento di una linea vita.

La legge prevede che gli installatori di linee vite siano adeguatamente formati e in grado di dimostrare al committente le proprie competenze, ossia devono essere a conoscenza delle peculiarità che caratterizzano il sistema anticaduta, delle problematiche che potrebbe incontrare e delle soluzioni da adottare.

Le caratteristiche specifiche del montatore di linee vita sono:

-Formazione obbligatoria per l’utilizzo dei DPI in quota (III Categoria);

-Formazione sul montaggio di linee vita;

-Formazione tecnica idonea alla comprensione di un manuale tecnico di una L.V.;

-Formazione minima sulla lettura di un progetto e di un disegno tecnico;

-Preparazione tecnica sulla valutazione della consistenza dei materiali;

-Disponibilità di attrezzature adeguate alle caratteristiche delle diverse coperture;

-Disponibilità di attrezzatura tecnica idonea per verifica e collaudo degli ancoraggi;

-Utilizzo corretto delle resine bi-componenti come da schede tecniche del prodotto;

-Formazione per redigere un certificato di corretto montaggio.

Cosa prevede la legge dopo l’installazione delle linee vite?

Il montatore, come da norme tecniche UNI 11560/2015 e UNI EN 795/2012 e UNI 11578/2015, deve svolgere verifiche di collaudo in base al fissaggio applicando forze di 5 kN per 15 secondi.

Inoltre, deve redigere un certificato di corretto montaggio, che comprenderà: luogo esatto del cantiere, committente, progetto, caratteristiche particolari del montaggio, collaudo, firma per presa responsabilità.

L’unico modo per avere un sistema anticaduta sicuro è affidarsi ad una azienda specializzata del settore, come Linea Vita Marche, presente da decenni nel mercato della vendita dei dispositivi di ancoraggio strutturale o Linea Vita e dei sistemi di anticaduta dall’alto.

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Sicurezza sul posto di lavoro: le figure responsabili

Gli incidenti che si verificano con una certa frequenza sul posto di lavoro, sono quelli dovuti alle cadute dall’alto. Lavorare in quota espone il lavoratore ad un pericolo reale da non sottovalutare.

Il decreto legislativo 81/2008 integrato poi col 106 del 2009 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, impone l’installazione di sistemi di protezione collettiva o individuale per limitare il rischio di caduta dall’alto.

La diretta responsabilità civile e penale dell’incolumità del lavoratore è del committente: per una casa privata questo è da individuarsi nel proprietario, per un condominio esso è da individuare nella persona dell’amministratore.

Egli, essendo colui che commissiona il lavoro, è soggetto agli obblighi previsti dall’articolo 8 e dai successivi articoli del D. Lgs. 81/2008. Il committente, inoltre, non è solamente responsabile della presenza delle necessarie misure di sicurezza, ma è pure responsabile del loro corretto utilizzo e funzionamento nonché dell’esecuzione delle verifiche periodiche (annuali nel caso delle linee vita) le quali devono essere attestate dalle relative certificazioni.

L’altra figura responsabile è il datore di lavoro. Per i lavori da effettuare in quota è necessario che il datore di lavoro per l’effettuazione anche di lavori di breve durata, scelga per lo scopo da conseguire, le attrezzature più idonee. I suoi compiti sono: valutazione dei rischi connessi alle lavorazioni da eseguire, redigere il piano operativo di sicurezza. (POS) Fornire i dispositivi di protezione individuali e vigilare sul loro corretto impiego e sull’uso del sistema anticaduta, garantire la formazione e l’addestramento dei lavoratori.

La sicurezza sul lavoro va perseguita tramite una cultura della prevenzione che si crea, innanzitutto, con la formazione e l’informazione. Contatta Linea Vita Marche: www.lineavita-marche.it

‘‘Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo’’

La sentenza numero 4075 del 3 febbraio 2021 della Corte di Cassazione ha stabilito il principio secondo il quale tra gli obblighi in capo al datore di lavoro vi è quello di porre in essere ulteriori cautele per evitare gli infortuni che vadano oltre a quanto previsto dal Documento di valutazione del rischio.

La sentenza riguarda l’incidente in cui è rimasto vittima un apprendista, precipitato insieme alla cabina ascensore su cui stava operando, ed il datore di lavoro è risultato responsabile in entrambi i primi gradi di giudizio.

Il datore, come motivazione di difesa, ha addotto l’assenza di una specifica previsione nel Documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 28 del dlgs n. 81/2008.

Ma l’assenza di indicazioni rispetto ad un rischio realmente presente nello svolgimento di un lavoro organizzato dalla propria impresa non può essere considerata motivo di esenzione di responsabilità per il datore di lavoro.

Anzi, il non aver contemplato nel documento di valutazione di rischio l’evenienza di un infortunio del genere e non aver, conseguentemente, apportato tutte le misure necessarie, lo rendono “doppiamente” responsabile.

Egli, infatti, da una parte, ha violato l’articolo 28, per omessa previsione e, dall’altra l’articolo 17, per omessa valutazione del rischio.

L’espressione testuale della Corte di legittimità è stata: “Ed invero, non, può essere infatti posto in dubbio, come fa il ricorrente, che nella specie fosse doveroso il porre in essere ulteriori cautele per evitare il rischio di evento infausto a prescindere dal contenuto del documento di valutazione del rischio previsto dall’art. 28 dlgs 81/2008″.

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Installare i sistemi Linea Vita non è soltanto obbligatorio ma fornisce agli operatori strumenti adatti a svolgere in modo efficace e sicuro ogni tipo di lavoro in alta quota. Ma quanto costa una linea vita?

I sistemi Linea Vita nascono con l’obiettivo di garantire una protezione contro le cadute in lavori in quota. La corretta installazione di dispositivi anticaduta richiede persone qualificate ed esperte in materia. Ma quanto costa installare una linea vita?

Stabilire il prezzo della linea vita tetto non è così semplice in quanto esso cambia in base a diversi fattori.

Gli elementi che determinano il costo di una linea vita sono:

  • la metratura della copertura;
  • la morfologia della copertura;
  • la tipologia di dispositivo;
  • la modalità di accesso all’edificio e alla copertura;
  • prescrizioni accessorie regionali e/o comunali.

METRATURA E MORFOLOGIA: il costo di una linea vita è proporzionale alla metratura e alla morfologia. Coperture complesse e meno lineari richiedono più materiale e maggior tempo d’installazione.

TIPOLOGIA DI DISPOSITIVO: in base alla copertura, si scelgono i dispositivi più idonei a garantire un minore impatto estetico e minori probabilità d’infiltrazione. Con coperture in legno o in calcestruzzo armato di recente costruzione generalmente non si va incontro a problemi. Al contrario, coperture in muricci e tavelloni o fortemente degradate non permettono un fissaggio efficace, il che comporta l’impiego di dispositivi speciali.

POSIZIONE DELL’EDIFICIO E ACCESSO ALLA COPERTURA: in base alla posizione dell’edificio e all’accesso alla copertura, occorre valutare la possibilità di noleggiare piattaforme di lavoro elevatrici.

PRESCRIZIONI ACCESSORIE REGIONALI E/O COMUNALI: in alcune regioni, è richiesto l’elaborato tecnico della copertura firmato da tecnico abilitato con allegata la relazione di calcolo sui fissaggi e sulla struttura di supporto.

Non è possibile stabilire il costo di una linea vita in quanto è fondamentale considerare una serie di fattori che determinano il prezzo finale.

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Un nostro Consulente è a tua disposizione per informazioni sia tecniche che commerciali.

Le ispezioni sono quelle procedure di controllo che devono essere effettuate per verificare lo stato di usura di un sistema o un dispositivo già in funzione.

La manutenzione dei sistemi di ancoraggio è una procedura fondamentale per garantire nel tempo l’efficienza dei sistemi di ancoraggio e la sicurezza dei lavoratori in quota.

Per garantire l’efficienza di un sistema di ancoraggio è necessario procedere con un’ispezione periodica.

Un sistema di ancoraggio non revisionato non garantisce all’atto dell’utilizzo la sicurezza prevista dalla normativa vigente e dal costruttore o il mantenimento nel tempo della stessa.

La Norma UNI 11560:2014 prevede che la ispezione periodica sui sistemi anticaduta definitivi avvenga ogni 2 anni (ispezione visiva) ed ogni 4 anni (verifica dei fissaggi e dispositivi).

Il progettista può prescrivere una maggiore frequenza delle ispezioni tenendo conto delle condizioni ambientali e di utilizzo.

Si possono individuare diversi tipi di ispezioni:

-Ispezioni prima del montaggio: durante le quali l’installatore deve verificare i componenti del sistema seguendo le istruzioni del fabbricante degli ancoraggi, del progettista e del tecnico strutturista.

-Ispezioni prima dell’uso: secondo i criteri indicati dai fabbricanti degli ancoraggi. In caso di esito negativo il sistema deve essere segnalato come inutilizzabile.

-Ispezioni periodiche: la frequenza delle ispezioni è definita dai singoli produttori, che mettono a disposizione insieme alle schede con le caratteristiche dei propri articoli, delle check list che riportano cosa verificare ed i criteri per la conformità del sistema di ancoraggi ed eventualmente dal tecnico strutturista che fatto le valutazioni sul supporto, che può prescrivere tempistiche e metodologie di ispezione più restrittive.

Linea Vita Marche per la tua sicurezza sul lavoro.

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Quando si svolgono lavori in quota è fondamentale dotarsi di sistemi anticaduta, in grado di mettere il lavoratore in completa sicurezza.

Il Decreto legislativo 81/2008 impone l’obbligo di svolgere i lavori in quota nella più completa sicurezza, utilizzando impalcature, ponteggi o sistemi di ancoraggio.

Il sistema di ancoraggio più pratico e maggiormente affidabile sono le linee di vita.

Secondo la norma UNI EN 795 le linee di vita sono «un insieme di ancoraggi posti in quota sulle coperture dove gli operatori si agganciano tramite imbracature e relativi cordini».

L’installazione delle linee di vita è quella maggiormente consigliata dalle aziende specializzate di settore poiché qualunque intervento in altezza è rischioso e diventerebbe troppo oneroso.

Infatti, se non ci fossero le linee vita, il tecnico abilitato e certificato a compiere operazioni di questa tipologia, dovrebbe allestire un ponteggio ogni volta ad hoc, a cifre esorbitanti.

Oppure realizzare ancoraggi temporanei che, al termine del lavoro, dovrebbe smontare e il cui costo graverebbe chiaramente sul complesso condominiale.

Con i nostri sistemi Linea Vita i controlli su camini, pannelli fotovoltaici, ispezioni programmate e qualsiasi altra attività che necessiti l’accesso in copertura, saranno effettuate in piena sicurezza.

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Il controllo dei documenti nell’ispezione dei sistemi Linea Vita

La corretta installazione di un dispositivo anticaduta (Linea Vita) non è sufficiente a garantire il buon funzionamento dello stesso nel tempo. È fondamentale, infatti, procedere con l’ispezione per garantire l’efficienza dei sistemi e la sicurezza degli operatori in quota.

La prima fase dell’ispezione prevede il controllo documentale: ovvero l’’Elaborato Tecnico del Sistema di Ancoraggio Anticaduta.

L’elaborato definisce:

le vie di accesso;

i DPI da utilizzare;

le istruzioni di impiego del sistema;

le modalità di manutenzione, ispezione e/o collaudo*;

i soggetti responsabili quali il proprietario, il tecnico progettista, l’installatore, il verificatore della tenuta strutturale;

eventuali eventi accidentali e/o modifiche apportate al sistema.

La documentazione, per essere completa, deve avere: l’elaborato grafico del sistema firmato dal progettista, la relazione tecnica operativa, una relazione di calcolo strutturale, i manuali d’uso e installazione dei dispositivi, il registro delle ispezioni, la dichiarazione di corretta posa dell’installatore e un piano di soccorso e recupero, soprattutto se il sistema è a “caduta trattenuta” e non impedita.

Se mancano uno o più documenti, questo comporta impedimento dell’ispezione visiva.

Inoltre, se dall’ispezione documentale emergono discrepanze tra il progetto, la corretta installazione e lo stato effettivo della linea vita, allora con i documenti completi si può risalire a chi ha commesso l’errore.

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